è approvato che la pubblicità, in particolar modo quella che subiamo tramite televisione, è sinonimo di inganno. come delineato dall'articolo 20 del decreto legislativo 206/2005 dell'ordinamento italiano, tale induzione all'errore potrebbe essere in casi estremi denunciata e prevedere come conseguenza il pagamento di onerose sanzioni o detenzione in carcere. la pubblicità si può definire l'arte del commercio, in quanto bisogna combinare le esigenze di mercato, prevedere la massificazione che "l'oggetto" potrebbe ottenere, e cercare di convincere in pochi secondi l'acquirente. essendo un compito estremamente complicato, "l'artista" tende a falsare ed alterare l'intenzione primaria della pubblicità. covincere non è sinonimo di ingannare, pertanto la professionalità e la validità dell'interlocutore e della merce proposta sta nella chiarezza di contenuti. ma come difendersi da tale iganno? lo stato italiano ha stilato alcune norme per far si che la gente presti maggiore attenzione a ciò che le viene sottoposto quotidianamente. i più importanti avvertimenti prevedono la corretta lettura di tutte le informazioni presenti nelle pubblicità, ad esempio molte di queste riportano modalità di scrittura difficili da leggere in quanto troppo piccole e poste al margine, spesso in basso. inoltre bisogna diffidare da quelle pubblicità che propongono "missioni impossibili" in particolar modo i classici prodotti per la salute o per perdere 10 kg in un giorno!! ulteriori avvertimenti sono forniti direttamente dal codice del consumo che tutela l'acquirente. dunque non lasciamoci ingannare, con un pizzico di attenzione in più potremo evitare danni economici e morali ed abbattere coloro che sfruttano illegalmente un servizio che il nostro stato ha la fortuna di poterci offrire.